Ma si chiedono perchè sia stato necessario un processo per prendere atto di una situazione tanto evidente e correre ai ripari risarcendo il danno in modo tempestivo. Il fatto risale ad alcuni anni or sono, quando il loro caro, malato terminale, ha contratto la scabbia e, durante il ricovero, l'infezione non è stata diagnosticata dai sanitari tanto che i parenti del ricoverato sono stati contagiati e tra loro anche lacuni bambini. Il caso è sembrato subito evidente ma la struttura sanitaria non ha provveduto ad alcun risarcimento, nonostante plurimi tentativi di raggiungere un accordo bonario. Le compagnie di assicurazione si sono spalleggiate la responsabilità ed è stato necessario rivolgersi al Giudice: nel corso del processo è stato accertato che la scabbia poteva e doveva essere diagnosticata tempestivamente così da evitare inutili sofferenze al paziente ed il rischio di contagio a chi lo assisteva. Sono risultati quindi positivi all'infezione in sei, e costretti all'isolamento e alla cura sino alla completa guarigione. Dopo inutili attese, la compagnia si è finalmente determinata al risarcimento del danno biologico ed esistenziale tanto che il procedimento sarà abbandonato ma i contagiati si chiedono perchè la compagnia abbia preferito pagare di più dopo l'instaurazione di un giudizio anzichè trattare prima una somma magari anche inferiore, quanto meno in termini di spese del giudizio. E gli aumenti dei costi delle polizze sanitarie...chi li paga ? A chi conviene trascinare tali procedure, aumentarne i costi complessivi ? Alla compagnia di assicurazione che poi ha buon gioco per aumentare i costi dei premi?
Le loro domande attendono una risposta.
L'articolo della Tribuna di treviso del 29.09.2009 [5]
Il link alla Tribuna di Treviso on line [6]
