Disco rosso alle vendite forzate a domicilio

Argomento: News consumatori

IL SILENZIO SIGNIFICA ACCETTAZIONE DELLA PROPOSTA CONTRATTUALE?
 
Il caso affrontato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 25290 del 14/12/07 riporta alla ribalta, ancora una volta, il valore da assegnare al silenzio di una parte nell’ambito della disciplina del perfezionamento del contratto. Come è noto l’art. 1326 c.c. prevede che il contratto si perfezioni quando chi ha fatto la proposta viene a conoscenza dell’accettazione dell’altra parte. In passato molti ricorderanno i tentativi di stravolgere detta norma, operati per lo più da società editrici che si occupavano della cosiddetta editoria porta a porta e che fondavano la propria attività soprattutto inviando a casa di ignari consumatori libri piuttosto che cd musicali senza che i consumatori ne avessero fatto preventiva richiesta. Successivamente sollecitavano il consumatore a versare l’importo per l’acquisto della merce inviata, sostenendo che vi fosse accluso un contratto che prevedeva la conclusione di un abbonamento se il consumatore non avesse inviato formale comunicazione con la quale comunicava di non accettare alcun contratto di abbonamento. Molti consumatori, purtroppo, ci cascarono, e credettero di essere obbligati a rispettare un accordo che, in realtà, non si era mai perfezionato. La Corte di Cassazione già allora intervenne, interessata da alcuni giudizi giunti sin davanti ad essa, osservando che al silenzio in tali pratiche commerciali non potesse essere accreditato alcun valore. Nella sentenza cui fa riferimento il presente commento si discute del valore da assegnare al silenzio di un operatore commerciale che si vede recapitare da altro operatore commerciale un plico contenente materiale non richiesto; chi invia il materiale ritiene di essere in diritto di assegnare al silenzio del destinatario una forma di assenso alla conclusione del contratto di fornitura e, per l’effetto, pretende di essere pagata. La ditta destinataria, per contro, facendo proprio leva sul disposto di cui all’art. 1326 c.c. rileva come al suo silenzio non potesse essere assegnato alcun valore poiché il contratto abbisogna dell’accettazione della parte che riceve la proposta per ritenersi perfezionato. La Corte di Cassazione da credito a tale prospettazione, che peraltro trova fondamento nella lettura piana della norma succitata, e nega che il contratto si possa mai essere perfezionato osservando, inoltre, che il mero invio della merce, non accompagnata da alcuna documentazione riguardante l’indicazione del prezzo, non possa nemmeno essere ritenuta proposta contrattuale alla quale eventualmente il destinatario debba esprimere accettazione. Risulta quindi confermato, per concludere, che alcuno possa pretendere di ritenere perfezionato un contratto che trovi fondamento nella spedizione di merce non richiesta alla quale segua il silenzio del destinatario che, ad ogni modo, dovrà mettere a disposizione la merce ricevuta affinchè chi l’ha spedita la possa ritirare, ovviamente a sue esclusive spese. A tutti i consumatori, quindi, va raccomandato di non ritenersi mai sottoposto al rispetto di un contratto che non ha voluto ma di segnalare semmai tali pratiche commerciali abusive all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha possibilità, previa istruttoria, di identificare la pratica commerciale abusiva che è sottostante a tali condotte, comminando anche importanti sanzioni pecuniarie che vanno da € 5.000,00 ad € 500.000,00 e ad inibire anche ulteriori condotte similari.
 
Avv. Nicola Todeschini


Seguici sui Social Network 
 
FBacebook:
 
News giuridiche grazie a 
   
Unione Nazionale Consumatori 
 


Comitato Provinciale di Treviso
Tel. e Fax: 0438/420581
Email: consumatori@consumatori.net
 

 
pix
 
     

Copyright ’© 2005-2008. Unione Nazionale Consumatori, Comitato per la provincia di Treviso. All Rights Reserved.
Questo portale è stato sviluppato da Metarete s.r.l. e utilizza la piattaforma metaNuke

Valid XHTML 1.0 site Valid CSS site