Le denominazioni degli alimenti

Argomento: News consumatori

L’IMPORTANZA DELLE DENOMINAZIONI DEGLI ALIMENTI
 

17973 (SdC) – Ormai le sole denominazioni dei prodotti alimentari permettono in diversi casi al consumatore di capire subito la qualità, anche in rapporto al prezzo, senza avere particolari cognizioni sulla materia. Queste distinzioni di qualità, riconoscibili dalle sole denominazioni normative, sono state introdotte dall’Unione europea a partire da oltre un ventennio, ma in buona parte sono il frutto di norme italiane, che poi l’Unione europea ha praticamente ricopiato. L’Unione Nazionale Consumatori ha raccolto alcuni esempi, a partire dal panettone natalizio, la cui tutela della denominazione è la più recente, tralasciando i prodotti DOP, DOC, IGP e STG, il cui significato e le cui differenze con gli alimenti comuni dovrebbero essere ormai note alla stragrande maggioranza dei consumatori, sia pure confusamente.

 

Panettone. La denominazione è riservata al prodotto che ha determinate percentuali di burro e di uova, senza grassi idrogenati, che sono i parenti scadenti della margarina. In caso contrario non si può chiamare panettone, ma semmai con un nome di fantasia come “dolce di Natale”.

 

Pandoro. La disciplina è analoga a quella del panettone. Stesso discorso per la colomba pasquale.

 

Amaretto. Può usare questa denominazione soltanto il dolciume che ha come ingredienti base mandorle di albicocca, zucchero e albume d’uovo.

 

Savoiardo. Deve avere come ingredienti base farina, zuccheri e uova fresche di gallina.

 

Prosciutto crudo stagionato. Può avere questa denominazione soltanto se è stagionato almeno 7 mesi senza stufatura, cioé senza stagionatura “accelerata” con aria calda.

 

Prosciutto cotto di alta qualità. Il tasso di umidità non deve superare il 75,5%, non possono essere aggiunti polifosfati (che trattengono l’acqua), né amidi, fecole, proteine del latte, proteine di soia e gelatine alimentari.

 

Latte fresco pastorizzato. Il trattamento termico è poco spinto e quindi ne conserva meglio le caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Ancora meglio è quello fresco “di alta qualità”.

 

Uova extra. Denominazione riservata soltanto a quelle freschissime.

 

Burro tradizionale. E’ ricavato soltanto da crema di latte e non dal siero.

 

Succo di frutta. Al contrario del nettare e del succo e polpa, che molti credono migliore, è costituito al 100% da succo di frutta. Ma è meglio che sia “al naturale” e non a base di succo concentrato.

 

Passata di pomodoro. E’ ricavata soltanto da pomodoro fresco e non da un miscuglio di acqua e concentrato di pomodoro.

 

Pelati di qualità superiore. La denominazione è riservata dalla legge a quelli che hanno più zuccheri e meno acidità, che sono gli indici di maturità del pomodoro, più residuo secco, meno bucce e muffe tollerate. Ma è difficile trovarli. Attenzione alle denominazioni similari come “qualità selezionate”, “quality”, eccetera, che significano niente.

 

Olio extra vergine d’oliva. Può essere ricavato soltanto dalla frantumazione delle olive, senza procedimenti chimici.

 

Confettura extra. Deve contenere più frutta della confettura normale, in genere 450 grammi per chilo di prodotto, con quantità minori per alcuni tipi.

 

Cioccolato puro. Denominazione riservata a quello che non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali.

 

Cioccolato finissimo o superiore. Deve avere almeno il 43% di cacao.

 

Pane fresco. Denominazione riservata soltanto a quello tradizionale, ovvero “fatto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime” (i precotti). Si attende però un decreto ministeriale di attuazione.

 

Marsala vergine stravecchio. Deve aver subíto un invecchiamento di almeno 10 anni.

 

Camomilla corrente. C’è un altro tipo che si chiama setacciata e sembrerebbe migliore, ma è il contrario perché quella corrente viene ricavata da tutto il fiore ed ha più olio essenziale di camomilla che aiuta a dormire, mentre quella setacciata viene ricavata soltanto dal bulbo del fiore. (SdC – dic. 2007)



Seguici sui Social Network 
 
FBacebook:
 
News giuridiche grazie a 
   
Unione Nazionale Consumatori 
 


Comitato Provinciale di Treviso
Tel. e Fax: 0438/420581
Email: consumatori@consumatori.net
 

 
pix
 
     

Copyright ’© 2005-2008. Unione Nazionale Consumatori, Comitato per la provincia di Treviso. All Rights Reserved.
Questo portale è stato sviluppato da Metarete s.r.l. e utilizza la piattaforma metaNuke

Valid XHTML 1.0 site Valid CSS site