Gli italiani ed il conto corrente bancario

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NOTIZIE SUL CONTO CORRENTE BANCARIO

17978 (SdC) – Una volta il conto corrente bancario era considerato un investimento, ovvero una remunerazione del capitale depositato, costituita dagli interessi. Con la diminuzione del tasso di inflazione, è diminuito anche il tasso di interesse e oggi si tende a dare più importanza ai servizi che la banca offre e che ruotano tutti intorno al conto corrente: bonifico, pagamenti bollette, servizi di incasso di effetti, acquisto e cambio di valute estere, carte di credito, massimo scoperto (ovvero di quanto si può andare “in rosso”), spese tenuta conto, eccetera.

Le informazioni ai clienti su spese, oneri, tassi di interesse e altre condizioni contrattuali devono essere messe a disposizione attraverso fogli informativi datati e tempestivamente aggiornati, come ha stabilito un provvedimento della Banca d’Italia pubblicato sul supplemento ordinario n. 137 alla Gazzetta Ufficiale del 13 agosto 2003 ed emanato in attuazione del decreto legislativo n. 385/1993, nel quale sono confluite tutte le norme bancarie, comprese quelle sulla “trasparenza” dei rapporti con i clienti. La trasparenza comprende anche l’obbligo della banca di consegnare al cliente che ne fa richiesta una copia completa del contratto prima della firma, per consentire una “ponderata” valutazione del contenuto dello stesso. Tuttavia le condizioni contrattuali non sono perenni, la banca può modificarle in senso più sfavorevole al cliente, che però deve ricevere una comunicazione scritta e ha la facoltà di dare disdetta entro 15 giorni e di cambiare banca senza penalità. Una ulteriore trasparenza nei rapporti con la clientela è stata introdotta da un accordo fra le associazioni dei consumatori e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), che si chiama “PattiChiari”. L’accordo prevede, fra l’altro, informazioni dettagliate sul costo e sui servizi dei conti correnti per consentire un confronto agevole e scegliere quello più adatto alle proprie necessità, oltre a un tipo di conto corrente economico, utile e di facile gestione, accessibile a tutti.

“Patti Chiari” sta per promuovere anche la prima “Campagna nazionale di educazione finanziaria” centrata sulle modalità e sull’importanza di prendersi cura dei propri risparmi.

In tutte le banche sarà distribuita gratuitamente una “Guida dialogo” per offrire informazioni sul risparmio e sui conti correnti. Su questi, almeno una volta l’anno le banche devono dare al cliente una comunicazione analitica con un quadro aggiornato delle condizioni applicate.

In mancanza di opposizione scritta da parte del cliente, le comunicazioni si intendono approvate trascorsi 60 giorni dal ricevimento. Inoltre, va ricordato che la legge n. 248/2006 ha vietato di addebitare al cliente le spese di chiusura conto.

 

Nelle comunicazioni alla clientela, sono indicate anche le eventuali variazioni sfavorevoli dei tassi di interesse. Infatti, una volta che ha aperto il conto e ha stabilito (con una buona contrattazione) una soddisfacente remunerazione, il cliente può dormire tranquillamente tra due guanciali solo fino a quando non varia l’andamento generale dei tassi. Un campanello di allarme può essere costituito della variazione del tasso ufficiale di sconto, che di solito la televisione e i quotidiani pubblicizzano. Una diminuzione del tasso di sconto comporta automaticamente una riduzione dei tassi di interesse sui conti correnti e sui depositi, mentre un aumento del tasso di sconto non agisce automaticamente: le variazioni in più sono rese operative solo se il cliente le chiede. Le variazioni, però, possono avvenire in qualsiasi momento e non sono sempre prevedibili. E questa è una delle ragioni per cui il valore del tasso di interesse non è stabilito nel contratto.

Se, per esempio, si ha un deposito di 50.000,00 euro e se ne prelevano 45.000,00 per qualsiasi operazione, la banca riduce immediatamente il tasso senza darne comunicazione. Quando si ricostituisce il deposito bisogna rinegoziare il tasso, poiché l’adeguamento non è automatico.

Un altro aspetto importante dei conti correnti è la decorrenza della valuta, cioè da quando il cliente ha diritto agli interessi e alla disponibilità di denaro dopo aver depositato un assegno sul suo conto. Comunque, in base alla legge, il denaro contante, gli assegni circolari emessi dalla stessa banca e gli assegni bancari tratti sulla stessa succursale presso la quale viene effettuato il versamento sono conteggiati con la valuta del giorno in cui è effettuato il versamento.

Il cliente può concordare con la banca anche la periodicità con la quale gli vengono inviati gli estratti conto, che costituiscono una spesa, sia pure piccola. Bisogna ricordare che esistono due tipi di estratti conto.

·       Ordinario: quello che si richiede allo sportello e che dà informazioni solo sui movimenti di capitale come addebiti ed accrediti.

·       Scalare: quello che si riceve a casa periodicamente, ovvero, come si è detto, a seconda degli accordi presi con la banca al momento dell’apertura del conto.

L’estratto conto da tenere sempre sotto controllo è quello scalare. Infatti è il più importante perché oltre a fornire tutte le informazioni dettagliate sui movimenti dare/avere riporta le notizie che riguardano le condizioni contrattuali e le eventuali variazioni dei costi di gestione. Quindi il consiglio è di non soffermarsi solo sulla lista dei movimenti ma di controllare se rispetto all’estratto conto precedente sono presenti delle variazioni, magari non segnalate.

Il correntista deve anche sapere che l’estratto conto scalare è l’unico strumento di comunicazione che gli istituti bancari utilizzano per dialogare con i loro clienti e per informarli su novità e variazioni delle condizioni contrattuali.

Non leggerlo significa rimanere all’oscuro di eventuali variazioni. E siccome è, si ribadisce, l’unico mezzo di comunicazione di cui si serve la  banca, che per la legge sulla trasparenza bancaria deve obbligatoriamente rendere partecipi i suoi clienti di tutto ciò che li riguarda, va letto sempre perché poi non si può dire: “Non lo sapevo”. Infatti la risposta della banca sarebbe: “ma io ti avevo avvertito”.

E’ molto difficile che una banca possa fallire mandando praticamente in fumo i risparmi dei depositanti, ma può succedere. Tuttavia, va ricordato che il decreto legislativo n. 659/1996, emanato in attuazione di una Direttiva comunitaria, ha imposto a tutte le banche di predisporre un “sistema di garanzia dei depositi” per rimborsare i clienti in caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa.

Questi sistemi di garanzia sono approvati dalla Banca d’Italia e il rimborso per ciascun depositante non può essere inferiore a 103.291 euro. Fino a questa cifra si può stare tranquilli, ma sono esclusi dal rimborso alcuni depositi come quelli al portatore, le obbligazioni e i crediti derivanti da cambiali ed operazioni in titoli.

Volendo, chi ha un deposito cospicuo, può frazionarlo in diverse banche fino ad un importo di 103.291 euro e così starà più tranquillo.

Se l’utente ha una controversia con la propria banca che non si risolve verbalmente, c’è un salvagente che è l’Ombudsman bancario, termine derivato dai Paesi scandinavi che è una specie di difensore civico degli utenti istituito dall’ABI in accordo con le associazioni dei consumatori, ma molti ancora non lo conoscono. Eppure nelle banche ci sono degli opuscoli a disposizione. L’Ombudsman ha competenza per le controversie fino ad un importo massimo di 50.000,00 euro.

Tale importo è praticamente più alto perché non si riferisce a quello dell’operazione che sta alla base della controversia, ma al valore del danno che l’utente ha subito.

La procedura che l’utente deve seguire è gratuita. Per ogni contestazione, deve rivolgersi in primo grado all’Ufficio reclami che ogni banca ha istituito al proprio interno, tramite raccomandata AR o semplice lettera consegnata a mano, di cui deve essere rilasciata ricevuta. L’Ufficio reclami deve decidere entro 60 giorni. Se rigetta in tutto o in parte il reclamo o se non risponde entro tale termine, l’utente può fare ricorso tramite raccomandata AR all’Ombudsman bancario (Via delle Botteghe Oscure 54, 00186 Roma; segreteria@ombudsman.it), allegando copia del primo reclamo e ogni altra documentazione utile. L’Ombudsman, che è coadiuvato da una segreteria tecnica, può chiedere ulteriori dati e notizie sia alla banca sia al consumatore e deve decidere entro 90 giorni, comunicando comunque la decisione alle parti. La banca deve adeguarsi alla decisione entro il termine prescritto dall’Ombudsman, sotto pena di una pubblica censura sui giornali, ma si è visto che si adegua sempre. (SdC – dic. 2007)



Collegamenti

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  [2] http://www.difesamalato.it/module-News-display-sid-175.phtml