Malassicurazione: come sprecare oltre 200.000 euro in spese legali

Argomento: News consumatori

...la storia di una compagnia di assicurazione che abbandona il proprio assicurato al momento del giudizio ma, per fortuna, viene condannata a pagare anche le spese legali che quest'ultimo ha dovuto sopportare e, in totale, sborsa oltre 200.000 euro di spese (distribuite tra tutte le parti presenti nel giudizio) tra primo e secondo grado per non avere fatto bene il proprio lavoro! E poi si lamentano dell'aumento del valore dei risarcimenti !!

Clicca qui per ascoltare l'intervista all'Avv. Nicola Todeschini



Crolla il tetto della palestra a San Fior: vogliamo un'inchiesta

Argomento: News consumatori

Basta con l'irresponsabilità, vogliamo che sia fatta chiarezza sulle responsabilità della tragedia sfiorata a San Fior. Chi ha realizzato quella copertura, chi ha omesso i controlli sulla sicurezza dell'immobile, devono rispondere anche se, per pura fatalità, non ci sono state vittime.

Chi anche solo ha la custodia di immobili aperti al pubblico deve prevedere controlli periodici sulla loro sicurezza e, se non lo fa, deve essere richiamato alle proprie responsabilità. La responsabilità poi di chi ha costruito deve solo accompagnarsi a quella di chi omette controlli, altrimenti l'incolumità dei nostri bambini e comunque di chiunque acceda agli immobili aperti al pubblico sarà sempre a rischio.

Vogliamo risposte chiare, pubbliche, pretendiamo serietà.

Ascolta l'intervista su RadioTop



Somatoline, ce la racconta giusta? Secondo l'AGCM no, e arriva la sanzione di quasi 500.000 euro, poi ridotta a 200.000 circa

Argomento: News consumatori

Somatoline ci è stata descritta correttamente o la pubblicità ha evidenziato informazioni non corrette?

L'autorità garante ha deifnito scorrette alcune pratiche commerciali , vietandone la diffusione:

DELIBERA
a) che la pratica commerciale descritta al punto II, lettera A), del presente provvedimento, posta in essere dalla Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & C. S.p.A., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, comma 1, lettera b), e 22 del Codice del Consumo, e ne vieta l’ulteriore diffusione;

b) che la pratica commerciale descritta al punto II, lettera B), del presente provvedimento, posta in essere dalla Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & C. S.p.A., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), e 22 del Codice del Consumo, e ne vieta l’ulteriore diffusione;

c) che la pratica commerciale descritta al punto II, lettera C), del presente provvedimento, posta in essere dalla Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & C. S.p.A., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), e 22 del Codice del Consumo, e ne vieta l’ulteriore diffusione;

d) che la pratica commerciale descritta al punto II, lettera D), del presente provvedimento, posta in essere dalla Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & C. S.p.A., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), e 22 del Codice del Consumo, e ne vieta l’ulteriore diffusione;

e) che alla Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & C. S.p.A. sia irrogata, con riguardo alla pratica commerciale scorretta di cui alla precedente lettera a), una sanzione amministrativa pecuniaria di 100.000 € (centomila euro);

f) che alla Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & C. S.p.A. sia irrogata, con riguardo alla pratica commerciale scorretta di cui alla precedente lettera b), una sanzione amministrativa pecuniaria di 120.000 € (centoventimila euro);

g) che alla Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & C. S.p.A. sia irrogata, con riguardo alla pratica commerciale scorretta di cui alla precedente lettera c), una sanzione amministrativa pecuniaria di 120.000 € (centoventimila euro);

h) che alla Società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & C. S.p.A. sia irrogata, con riguardo alla pratica commerciale scorretta di cui alla precedente lettera d), una sanzione amministrativa pecuniaria di 150.000 € (centocinquantamila euro).


ASSEGNA


un termine di novanta giorni dalla notifica del presente provvedimento, ai sensi dell’articolo 27, comma 10, del Codice del Consumo per il necessario adeguamento delle confezioni di vendita dei prodotti a marchio Somatoline Trattamento Gel Snellente Total Body; Trattamento Snellente Intensivo Notte; Trattamento Solare Snellente e Trattamento Pancia e Fianchi attraverso: la rimozione delle quantificazioni in percentuali e centimetri delle riduzioni ottenibili con l’impiego dei prodotti; la rimozione della dicitura Innovazione, l’eliminazione dei generici riferimenti ai test clinici ovvero l’inserimento di una completa informativa al riguardo, nonché l’eliminazione delle indicazioni volte ad attestare che i componenti dei diversi prodotti possono favorire la mobilitazione del grasso localizzato.

Le sanzioni amministrative di cui alle precedenti lettere e), f), g) e h) devono essere pagate entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento, con versamento diretto al concessionario del servizio della riscossione oppure mediante delega alla banca o alle Poste Italiane, presentando il modello allegato al presente provvedimento, così come previsto dal Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 237.

Decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore a un semestre, devono essere corrisposti gli interessi di mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo nell’adempimento, ai sensi dell’articolo 27, comma 6, della legge n. 689/81, la somma dovuta per la sanzione irrogata è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo è trasmesso al concessionario per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora maturati nel medesimo periodo.
Dell’avvenuto pagamento deve essere data immediata comunicazione all’Autorità attraverso l’invio di copia del modello attestante il versamento effettuato.

Ai sensi dell’articolo 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera l'Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorità può disporre la sospensione dell'attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.

Il presente provvedimento verrà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell’articolo 27, comma 13, del Codice del Consumo, entro sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso, ovvero può essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 8, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, entro il termine di centoventi giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso.



Infortunistiche e clausole abusive: ora tocca a Zeta Infortunistica essere sanzionata per pratiche scorrette

Argomento: News consumatori

L'avevamo più volte ricordato, (clicca QUI)ai consumatori, di stare attenti: affidarsi a chi, per soffiare clienti agli avvocati, vuole fra credere di mettere in campo un servizio gratuito, ma che gratuito non è, può essere sin troppo oneroso. La mancanza di chiarezza, poi, sulle clausole che regolano il rapporto, è ancor più biasimevole perchè fa apparire il "mercato" dei sinistri come privo di regole. E' singolare che agli avvocati non sia permessa vera pubblicità e che alle infortunistiche sia consentito invece fare credere di realizzare servizi gratuiti che invece gratuiti non sono pur essendo svolti, tra l'altro, da soggetti che non hanno certo un percorso d'istruzione ed approfondimento quale quello degli avvocati.

Ecco cosa rileva l'autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, salnzionando con la però esigua multa di 15.000,00 euro Zeta Infortunistica:

 

 

Il presente procedimento concerne il comportamento posto in essere da Zeta Infortunistica, consistente nel promuovere sia sul sito www.zetainfortunistica.it/servizi_gratuiti.php, sia sulla cartellonistica ubicata presso la sua sede, la possibilità per i consumatori di avvalersi gratuitamente di alcuni servizi per la liquidazione di sinistri automobilistici, fra cui quelli di “consulenza e assistenza legale”. Più precisamente, sulla prima pagina del sito internet in questione, vi è un’icona denominata “servizi gratuiti”, cliccando la quale si accede ad una pagina contenente l’elenco dei servizi offerti gratuitamente dal professionista, che è comprensivo della “consulenza ed assistenza legale”. In realtà, come si evince dalla memoria del 6 aprile 2009, l’attività prestata da Zeta Infortunistica riguarda esclusivamente la parte stragiudiziale della gestione di un caso assicurativo. Pertanto, i servizi offerti dal professionista consistono nella richiesta al consumatore di una delega stragiudiziale a rappresentarlo “presso tutti gli uffici e le autorità competenti al fine di ottenere in via transattiva il risarcimento relativo all’incidente stradale”. Al consumatore viene contestualmente richiesta anche la delega a Zeta Infortunistica ad incaricare un legale con lei convenzionato “qualora si dovesse rendere necessario aprire un contenzioso con la compagnia”. Tali richieste vengono effettuate, tra l’altro, nella fase di avvio della pratica automobilistica di risarcimento, fase in cui il consumatore è privo delle necessarie informazioni in merito all’eventualità di un’azione legale, azione che esula, come detto, dal campo di intervento del medesimo professionista e che è, ovviamente, a titolo oneroso.
Nei messaggi promozionali segnalati, ossia al momento dell’aggancio del consumatore, non viene fatta menzione delle caratteristiche e delle limitazioni del servizio offerto da Zeta Infortunistica, né delle condizioni che renderebbero necessaria l’apertura di un contenzioso con le compagnie assicuratrici che manifestino opposizione in fase di liquidazione del danno. In altri termini, sul citato sito internet e sulla cartellonistica, oltre a non essere esplicitate le condizioni di fornitura dell’assistenza legale gratuita, non è mai definito in cosa essa consista. Né, d’altra parte, tali informazioni sono fornite al consumatore al momento della firma della delega stragiudiziale. Ne consegue che il consumatore è privo dei necessari elementi conoscitivi che gli consentono di effettuare una scelta commerciale consapevole.
L’eventuale assistenza legale, qualora si renda necessaria, viene fornita da soggetti terzi rispetto a Zeta Infortunistica ed è ovviamente priva del requisito della gratuità.
Nella pubblicità sul sito internet e sulla cartellonistica non viene, inoltre, fornita alcuna esplicita indicazione circa il fatto che, a seguito della revoca della delega alla Zeta Infortunistica, il consumatore sarà tenuto a pagare 500 euro, somma qualificata come “costo di istruzione della pratica”. D’altra parte, la delega si limita a riportare la dicitura “salvo revoca della nomina, la gestione della pratica in oggetto non comporterà alcuna spesa…”, senza alcun riferimento al versamento di 500 euro dovuto in caso di revoca.
Dagli atti istruttori è, altresì, emerso che è previsto il pagamento, a carico dell’assistito, del 10% della liquidazione del danno qualora l’assistenza della Zeta Infortunistica venga richiesta per le pratiche di gestione di garanzie dirette (polizze infortuni, grandine, atti vandalici, furti). Secondo quanto riferito nella memoria citata, tale informazione è presente solo sulla tabella prezzi affissa presso la sede di Zeta Infortunistica. Il consumatore non viene informato neppure di tale costo al momento della promozione del servizio sul sito internet e sulla cartellonista.
In definitiva, al consumatore vengono fornite informazioni fuorvianti e/o poco trasparenti in merito alle condizioni alle quali Zeta Infortunistica eroga il proprio servizio di assistenza per la liquidazione di sinistri automobilistici, impedendogli di effettuare una scelta commerciale consapevole. Alla luce di ciò, la pratica commerciale in esame risulta scorretta ai sensi degli articoli 20, comma 2, 21 e 22 del Codice del Consumo.
Ai sensi dell’articolo 20, comma 2, del Codice del Consumo, una pratica commerciale è scorretta “se è contraria alla diligenza professionale ed è falsa od idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge od al quale è diretta”.
In particolare, quanto alla contrarietà alla diligenza professionale, non si riscontra nel caso di specie da parte Zeta Infortunistica il normale grado di competenza e attenzione che ragionevolmente ci si può attendere, avuto riguardo alla completezza delle informazioni fornite ai consumatori nella promozione dell’offerta dei propri servizi. Si tratta di informazioni necessarie al consumatore per una piena cognizione della reale convenienza dell’offerta del professionista. Tale messaggio risulta pertanto idoneo a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio, inducendolo a compiere una scelta commerciale non consapevole.



Concorrenza e consumatori: il caso della Pizza Pasqualina

Argomento: News consumatori

Chi ha ideato un procedimento di lavorazione particolare, brevettandolo, ad assegnando al prodotto finito una denominazione che è inserita anche nel marchio figurativo dell'azienda che la produce, ha diritto di impedire l'imitazione servile e tutelare il proprio marchio.
E i consumatori, per altro verso, hanno diritto ad avere certezza che allorchè venga loro offerta la pizza Pasqualina, come nel caso di specie, si tratti dell'originale e non di un prodotto simile esteticamente ma diverso nella realizzazione del procedimento.
 
Potrebbe essere riassunta così la storia della Pizza Pasqualina, e del suo ideatore l'istrionico Roberto Ciribolla, titolare della Casa della Pasqualina di Tarzo che ormai da quindici anni lavora alla sua creazione ed in particolare all'elaborato procedimento di realizzazione dell'impasto, che fa la differenza su ogni altro identificando il prodotto Pasqualina.
Ciribolla è stato costretto a ricorrere, in via d'urgenza, con l'assistenza dell'Avv. Nicola Todeschini, alle Sezioni Specializzate per la proprietà industriale del Tribunale di Venezia, ottenendo al fine un accordo che impone ai suoi concorrenti di non utilizzare il procedimento, che peraltro ammettevano di non seguire nemmeno, e di non fare più uso del nome Pasqualina in alcun modo, a pena di pesanti sanzioni.
 
I media hanno riportato la notizia con interesse, trattandosi di un caso particolare che ha a che fare sia con la tutela della concorrenza leale che dei consumatori:
 
Oggi Treviso, Corriere della Sera, La Tribuna di Treviso, Il Gazzettino, Rete Veneta, Antenna 3.






Premio Vincenzo Dona: ecco i premiati

Argomento: News consumatori

Grande successo dell'edizione 2009 del Premio Vincenzo Dona; ancora una volta l'Unione Consumatori ha dimostrato la sua straordinaria forza che consiste nella sua impermeabilità ai tentativi di condizionamento che le deriva dalla matrice indipendente, non essendo promanazione nè di partiti politici nè del potere sindacale.

Ecco perchè ci sentiamo forti con i forti, comprensivi con i deboli, guardiamo avanti ma le nostre radici si nutrono della linfa che sappiamo ritrovare nell'esempio di Vincenzo Dona.

Ecco il link.   Clicca QUI per vedere il servizio del Tg5



Vendono depuratori, ma sono la Regione Veneto o...

Argomento: News consumatori

Provvederemo, su appoisita segnalazione, ad inviare all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, apposito esposto per sottolineare la pratica commerciale scorretta consistente nel mascherare una vendita con un'iniziativa che può far presupporre la sponsorizzazione della Regione Veneto.

Leggi la notizia QUI.



Costretto ad indagare da sè...e aveva ragione !

Argomento: News consumatori

Il caso di un cittadino, aggredito fuori da una discoteca, e di fronte a testimoni, che per ben due volte, all'esito di indagini insufficienti, si vede negata giustizia da ben due richieste di archiviazione e sulla base di quanto dichiarano, maliziosamente, soggetti aventi responsabilità ! Costretto ad arrancare con ben due opposizione alla richiesta d'archivazione finalmente viene ascoltato ed il responsabile rinviato a giudizio...ma che fatica !

Per saperne di più clicca QUI



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